“Siamo state amate e odiate,
adorate e rinnegate, baciate e uccise,
solo perché donne.”
(Alda Merini)
Martedì 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, gli alunni del CCR dell’IC Leonardo da Vinci, accompagnati dalla DS prof.ssa Concetta D’Amico e dalle docenti Genovese Nuccia, Malerba Rossella, Mazzaglia Valeria e Toscano Lucia, hanno partecipato, con tanto entusiasmo e commozione, all’iniziativa dei Servizi sociali del Comune di Mascalucia “Ti amo da morire”- Quando l’amore fa paura. Un momento significativo, diventato ormai un appuntamento annuale sul nostro territorio, che ha rappresentato una preziosa occasione di crescita e sensibilizzazione sulla tematica del femminicidio, al giorno d’oggi sempre più al centro del dibattito pubblico. Gli alunni, attraverso alcune testimonianze e con i loro interventi hanno avuto l’opportunità di riflettere su valori come il coraggio, la libertà, la parità di genere e l’importanza della scuola nella prevenzione e nell’educazione all’affettività e al rispetto. A tal proposito un alunno intervenuto, fa un’attenta riflessione: << oggi sarebbe una giornata da dimenticare perché ogni forma di violenza causa dolore e sofferenza, ma noi invece siamo qui a ricordare che la violenza di ogni genere va condannata, ed è un tema talmente importante da istituire il 25 novembre come giornata mondiale contro la violenza alle donne. Ma non basta solo un giorno l’anno, il vero cambiamento deve partire dalla mentalità, in primis delle donne, che non devono aspettare che sia troppo tardi, ma devono parlarne sin dal primo campanello d’allarme. E’ fondamentale che ci venga dato spazio per esprimere le nostre riflessioni in merito a questo argomento, perché la comunicazione secondo me è alla base di tutti i rapporti umani. Ciò che io condanno non è il gesto, che ignobile per quanto sia, è solo l’atto finale di tutto un processo mentale, io condanno la premeditazione, il pensiero che c’è dietro all’impugnare un’arma e uccidere una donna. E, purtroppo, dietro a ciascun vile e spregevole pensiero di uccidere una ragazza, una donna, una compagna, una madre c’è sempre una mancanza di comunicazione, c’è un uomo che non parla, che non trasmette i suoi pensieri, il suo malessere e che non è abituato a dialogare ma solo a imporre il suo volere. Le donne non sono un oggetto da manipolare ma hanno il diritto di vivere senza più paure. Iniziamo a creare un mondo, in particolare con l’impegno di noi tutti i bambini, in cui ogni potenziale arma non serva più a colpire ma lasci andare mille farfalle che possano accarezzare il viso di ogni donna (I. E.)>>.
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